Abbandonatevi al Flow!

January 25, 2016

Questo anno che comincia, porta in serbo un progetto.

Questo blog e' dedicato al Coaching, al pensiero, alle relazioni, in breve alla vita e a ciò che la vita rappresenta per ciascuno di noi.

Uno spazio in cui le mie riflessioni saranno lo spunto per elaborare pensieri e conoscenze, nell'intento di crescere e accrescere questo citato  progetto di benessere e di vocazione.

Casualmente siamo all'inizio di questo nuovo anno, e fra i tanti auguri fatti e ricevuti in questi primi giorni di gennaio ci sono quelli del mio maestro, fondatore del Coaching umanistico di cui parleremo a lungo, che non posso non riportare integralmente per inaugurare - che la sua competenza e lucidità mi portino fortuna! - questo nuovo spazio.

Grazie, Luca Stanchieri, per questi auguri accolti come un messaggio illuminante, e condivisi perché forieri di una anelata trascendenza.

 

"Auguri a tutti i coach umanisti per il 2016!

Il coach umanista è un abitante del flow. Il flow è un flusso di presenza dinamica, ma non è solo quello che un geniale psicologo dal nome impossibile ci ha insegnato. E’ immersione subacquea e volo spericolato.  Per comprenderlo, è necessario calarsi nella più lieve emozione, sguazzare nella densità di echi e di evocazioni, essere nella lagrima che sorge e illuminarsi di un sorriso inaspettato. Il flow è anche il pensiero che spicca per rincorrere le moltitudini di sensazioni, impressioni, emozioni, sentimenti che offre la varietà imprevedibile della comunanza di intimità. In questo movimento verso l’abisso e verso le vette, il flow è ascolto e fantasia di immagini che organizzano i racconti di relazioni, di frangenti, di avvenimenti, di tempi e spazi pieni di dettagli e di colori. Nel flow la comprensione empatica si converte in creatività per comprendere la potenza di un bacio delicato o la fragilità di un urlo intenso. Il flow è fatto di energia vitale, biochimica e spirituale a un tempo.

Come ha intuito una nostra collega, i coach umanisti sono Coach Hard. Gente che suda e fa sudare, gente di impegno. Un impegno che sa inchinarsi ai suoi templi umani senza mai smettere di spronarli o di difenderli. E ne assume con coraggio ogni sussurro e ogni tuono. Coach Hard di impegno che investono energie totali, senza risparmiarsi.

Ma il flow non è solo relazione duale, è flusso che trascende i limiti angusti di un set organizzato, si espande, si irradia in direzioni che non sono nemmeno pensabili dal nostro Coach Hard, convinto di aver dato il massimo laddove aveva solo, appena cominciato. Fuori dal ginnasio è vita, quella vera. Ed è lì che effetti concentrici si moltiplicano, escogitano soluzioni, rinnovano speranze, affogano nei drammi e riemergono come fiori aperti ai raggi del sole. E’ lì che sorgono incontri, si infrangono miti, si anelano sogni con gli occhi ben aperti, si conosce ciò che non si aspetta, si attraversano ponti con nostalgia, si bruciano le navi giunte sulla costa, ci si mette alla prova, come se fosse la sola e l’ultima. Il flow continua alimentato da potenzialità che non stanno nemmeno nel manuale. Si autogenera, si infrange in mille direzioni come un fiume fra rocce, canali, discese e altri fiumi, torrenti, laghi. E tutto ciò può avvenire in una manciata di ore. Il tempo che il sole sorga di nuovo e tutto è cambiato. Il coach riposa, ma il suo lavoro non riposa mai, il flow è gravido di infinite conseguenze.

Il flow torna poi magicamente al ginnasio. Magari attraverso nuovi atleti, che bussano alla porta e insistono perché il coach trovi nuove motivazioni, energie, volontà e competenze. Lo chiamano perché sia all’altezza, lo dirigono come fantini agguerriti che spronano anche a colpi di frusta se è necessario. Il nostro coach dovrebbe avere l’energia di un gatto che sa sottrarsi allo stimolo delle sue prede e dei suoi predatori quando sceglie il giaciglio del suo riposo. Il tempo del riposo è il tempo dell’immaginazione, dove finalmente potrebbe sentire quel flusso che si espande. Ma spesso la domanda che genera è superiore alla potenza della sua coscienza. Quel muscolo, la sua coscienza immaginifica e creativa, che è il principale oggetto del suo allenamento, diventa stanco, flaccido, spossato. Ed allora il coach rischia di perdersi. Non può sfuggire alla legge di compensazione della sforzo se non vuole incorrere in quella del sovrallenamento. Lo sa. Lo insegna. E in questo stadio, dove sembra che ciò che ha prodotto gli sia completamente sfuggito dalla luce dello sguardo, il nostro coach si fa domande senza risposte. Ma il tempo del caos è un lusso che non può permettersi perché è infranto dalla presenza di chi bussa di nuovo alla sua porta. Sconosciuto, inaspettato, eppure parte del flusso dentro cui è immerso e che ha avviato. Il flusso di cui non conosce le tracce ultime, direzioni e conseguenze se non quelle che ritornano in forma nuova alla soglia del ginnasio quando lui è di riposo. E’ un flusso carico. In ultima analisi è vita. Vita che chiede di essere protetta, liberata, amata, accudita, vissuta. Difesa con forza e curata con dolcezza, liberata da ogni risentimento. Vita che lui stesso allena e le cui potenzialità si sono tramute in energia che lo trasportano in ogni direzione senza un fine apparente. Dov’è la strategia di questo lavorio? Dov’è il senso? Dov’è lo scopo? Chi dirige chi? Cosa sta lasciando? Come cresceranno questi semi? Li potrà vedere? O saranno dispersi dal vento in terreni sterili? E se vedrà delle piante germogliare, sarà in grado di sapere quale è stata la sua arte? Quale è stata la sua parte? Non dovrebbe fare di più???

Questi auguri sono dedicati a te che sei un coach umanista, un allenatore della vita, un essere speciale, incasinato, tormentato e appassionato. Onesto e troppo umile per i miei gusti. Sono dedicati a te che vai oltre la stanchezza in nome della bellezza che scruti in ogni vita umana e in ogni campo fiorito. A te, perché possa un giorno gustare la ricchezza che non sai di aver prodotto, ma che sa esserti grata in silenzio. Un augurio perché la tua coscienza e la sua sorella immaginifica ti faccia rendere sempre più conto di chi sei, di quanto hai imparato e di quanto stai insegnando.

Auguri Coach! E prenditi cura di te!

Luca"

 

Auguri a tutti, aiutiamo i vostri sogni a camminare con le proprie gambe!

Ale

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