la Formazione & l'Orientamento

Competenze/Cambiamenti/Realizzazione/Lavoro

L’orientamento al lavoro fa pensare a due momenti specifici: quando si deve scegliere una strada lavorativa/studio, oppure quando ci si deve ricollocare dopo un licenziamento o una dimissione. 

 

Di fatto sono molti di più, i momenti in cui si necessita di un orientamento lavorativo, o di vita; anche se sicuramente la perdita del lavoro resta uno dei momenti più difficili. Perdere il lavoro infatti non è mai un solo fatto economico, spesso equivale a perdere se stessi, come se insieme al lavoro si disintegrasse l’immagine di sé con la quale condividiamo buona parte del nostro tempo e delle nostre relazioni.

A volte insieme al lavoro viene a mancare il ruolo sociale che sorregge altre difficoltà relazionali. Allo stesso modo fare un lavoro che non piace o per il quale sentiamo di non essere proprio tagliati, ci costringe comunque a sacrificare quella parte di noi fatta di entusiasmo e voglia di cambiare, e tarpa lentamente la nostra vena creativa.

Ma esiste anche il caso in cui non si ha ancora un lavoro, non si sa neanche quale lavoro ci piacerebbe fare, o meglio, una vaga idea non ben definita la si avrebbe pure, ma non si sa da dove cominciare, non si sa come formarsi, non si sa bene neanche se è necessario formarsi e allora magari si rinuncia, e ci si rifugia nel primo lavoro che capita, con la convinzione che prima o poi si potrà scegliere e cambiare.

Un cambiamento che appare indefinito, così come appare sfumata e indefinita appare anche la soddisfazione che si potrebbe trarre da una scelta più consapevole.

Quindi la domanda frequente è se il lavoro continua a nobilitare e l’assenza di lavoro affligge e destabilizza la vita delle persone?

In linea generale il principio è sempre quello, ma i particolari cambiano contestualmente al periodo storico, e se fino a qualche decennio fa “il lavoro” appannaggio prevalentemente maschile aveva come scopo primario il sostentamento familiare, oggi ha in parte cambiato veste, diventando in primis, plurale, “i lavori” che si susseguono nell’arco di una vita e che affiancano alla soddisfazione del bisogno primario del sostentamento anche numerose altre peculiarità.

Dalla realizzazione di un sogno, alla ricerca della propria vocazione, alla possibilta’ di esprimere un talento, fino a un riconoscimento familiare, all’ appagamento del senso di appartenenza, o ancora al desiderio di affrancarsi da una situazione insostenibile, o più semplicemente la voglia di sperimentarsi in nuove sfide.

Queste sono alcune delle ragioni che rendono importante la partecipazione ai percorsi di orientamento soprattutto se questi avvengono in piccoli gruppi.

 

Il lavoro di gruppo affianca alle ragioni appena analizzate anche la possibilità di partecipare a un confronto che fornisce l’opportunità di vedere molteplici reazioni e strategie rispetto a un problema comune.

​Alessandra Azara

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